giovedì 25 luglio 2013

DI IKEA E DELLE CASE IN FIERI

Ikea mi piace quanto il total-Ikea di certe case mi lascia perplessa. Come per ogni cosa, con qualunquismo e viltà devo ammettere che amo la contaminazione.
Qualunquismo perché la contaminazione piace a un mucchio di gente e va di moda parlarne e adottarla ed è pure una scelta molto comoda. Viltà proprio perché è una scelta molto comoda e spesso l'unica alternativa per chi non può permettersi di comprare tutto in blocco, cosa che mi spaventerebbe moltissimo dato che mi ci vuole sempre un po' per capire cosa mi piace sul serio, cosa mi servirà in fatto di arredamento e cosa invece mi starà inutilmente tra i piedi, cosa irriterà a morte Coinquilino e cosa piacerà troppo a Mio da rendergli irresistibile la grattata di unghie quotidiana.

Di sicuro odio le scarpiere. Intendo quei mobili adibiti a scarpiera che stanno al reparto scarpiere e che possono contenere al massimo 12 paia di scarpe (fantascienza!). E nemmeno le cosiddette "console" su cui appoggiare la televisione mi convincono, mi chiedo perché la gente abbia bisogno di farsi dire "scarpiera" e "console" per avere la benedizione e poterle rispettivamente riempire di scarpe o sotterrarle con tv, lettore dvd e decoder.

Così al posto delle scarpiere dopo mille discussioni sul mio inutile anticonformismo semantico e sulla semantica borghese di Coinquilino abbiamo preso questi cosi bianchi (1) e li abbiamo usati come scarpiere.
Ora che il catalogo Ikea-USA riporta la versione color legno (1), dato che io vado matta per l'abbinamento bianco-legno, sono certa che riuscirò ad esasperare abbastanza qualcuno per prendere altre scarpiere/console e risolvere, sempre e comunque temporaneamente, il problema delle mie scarpe sempre in disordine.

Finalmente Ikea mi ha fatto la scala che volevo! Ci voleva tanto? (4) Se poi non sarà disponibile in Italia consideratemi finita come Didone o Ermengarda che si sono prese a male per motivi altrettanto fondamentali.

Ora, se potessi fiondare quei quattrocento mobiletti sbilenchi che nemmeno ci servono di cui è pieno il nostro bagno (dotato di antibagno nonché di parete-smerigliata e maioliche abbinate al copritazza, cose che dovrebbero far diminuire l'affitto che paghiamo, come minimo), ci metterei semplicemente quella credenza bianca (2) e, a proposito di bianco, troverei volentieri un posto in salotto o nel nostro spazioso ingresso (altro ambiente che merita un bah) per questa poltrona (3) che in effetti è da tempo un evergreen di Ikea.

Tra le cose che mi rendono isterica di questa casa, e non solo me, dato che anche Coinquilino non trova pace e comodità, c'è il divano, tanto elegante quanto inutile, che ci è toccato in sorte. Che, tra le altre cose, è beige, uno di quei colori inutili che io aborro.
Molti sanno che il nostro sogno è avere un Manstad (ora pare si chiami Friheten e nel cambio di nome ci ha guadagnato il fatto di essere sfoderabile) sempre aperto su cui fare la muffa insieme a Mio, l'iPad, qualche tastiera e qualche copia di Vanity Fair, ma anche questo spettacolare divano (5) non sarebbe davvero male!
E per rimanere in una palette (come dicono quelli che hanno i blog di interior design) che mi piace ora più che mai (scampato il rosa e le mollettine di Hello Kitty), anche a costo di sembrare stucchevole nell'abbinamento estremo, metterei nel carrello anche queste (6) tende (potrei usare quelle della stessa tonalità nella vecchia camera di Coinquilino, non mi schifo mai davanti al riciclo data la mia alta moralità riciclica, tuttavia sono cangianti! Una roba che inibirebbe anche la persona più riciclica e tollerante!).
E infine perché non prendere e trovare a forza un angolo per questo mobiletto delizioso (7) e pressoché inutile?


Infine ecco due oggetti che schiafferei in camera: il primo (11) è questa panca/tavolino ai piedi del letto, un luogo dove nasce sempre l'esigenza di appoggiare qualcosa, tranne in casi di soggetti così ordinati ma così ordinati da non sapere che cos'è un vestito lanciato sul letto e abbandonato là per giorni. Mi piacciono questi mobili passepartout, come appunto questa panchetta (ovviamente bianca), perché si può prestare a usi diversi, in stanze diverse, in contesti diversi (magari in giardino o sul terrazzo).
E poi ecco quel mobile-separé (12) che ci serve per dividere in due la nostra enorme camera da letto (che senso ha, mi chiedo, avere un'enorme stanza in cui dormire? Non si può dare quei due metri in più ad ambienti più sociali?). Speriamo che lo abbiano anche in Italia, così ne compro due, li affianco, dipingo di vari colori l'interno di alcuni scaffali aperti e passa la paura!

UPDATE: ho trovato e inserito i link italiani di tutto… tranne che della scala, maledizione! Preparate il ferro, il noto talamo e la pira.

martedì 16 luglio 2013

nestasnest

Ho controllato, almeno da una settimana nessuno scrive "alessandradelbono" su google e arriva qui.
Ci arriva scrivendo altre cose. Come "diario postumo", dato che ho parlato in un post di questa raccolta di Montale, oppure "bancali", e arriva al post più letto della storia di questo blog. Mi piace che qualcuno arrivi qui cercando qualcosa e non qualcuno. Anche se ovviamente la ricerca di Domizia (con secondo nome e cognome) non si è arrestata nemmeno negli ultimi giorni.
Che sia finito il tempo di farsi gli affari miei?
Non importa, perché questo spazio riprenderà vita comunque, sperando di essere sempre più interessante per chi cerca qualcosa e sempre meno soddisfacente per chi cerca qualcuno.

A proposito, secondo voi la lana cotta è poco igienica?



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