sabato 2 novembre 2013

CARA MAESTRA

non resisto. 
Correggere le tue correzioni è abominevole. 
Mi chiedo cosa fai quando "correggi" i quaderni. Il tapis roulant? Guardi sull'iPad la replica dell'ultima puntata di Beautiful? Fai shopping su Amazon? Segui una puntata di Grey's Anatomy con i sottotitoli in giapponese? O fai lavatrici e prepari la cena, stendi i panni e svuoti la lavastoviglie con la penna rossa in mano? In ogni modo, che siano cose frivole o seri impegni familiari è evidente che ti distolgono dal tuo lavoro.
Per questo doppie e accenti sbagliati ti sfuggono, e lasci frasi sintatticamente improbabili senza alcun commento?
Non comprendo comunque il coraggio con cui firmi questi orrori e rimango basita quando li valuti con un "Bene" che rassicura e tranquillizza qualunque genitore  non abbia il tempo (o la supponenza?) di controllare-le-tue-correzioni.

Un medico non può permettersi errori con il bisturi, diceva una mia conoscenza quando sbagliavo a tradurre le versioni di latino: era una metafora estrema ma calzante, in ogni lavoro ci vuole precisione totale, non è ammessa approssimazione. Un commercialista non sbaglia una busta paga. Un avvocato non dimentica la data di un'udienza. Non senza pagare delle conseguenze. Un insegnante NON FA errori di ortografia.
Detto questo, per non sbagliare MAI bisognerebbe aver studiato tanto tanto, ma se ciò per qualche ragione non fosse avvenuto per rimediare basterebbe leggere libri e riviste, guardare film, andare al cinema o alle mostre. Acculturarsi. Aggiornarsi. Non smettere di studiare. Trovare per forza, obbligatoriamente il modo di mantenere vive e aggiornate le proprie competenze perché fare l'insegnante è una grossa enorme responsabilità e, per quanto ogni lavoro sia nobile e fico, insegnare è molto di più che fare la commessa o la segretaria, l'avvocato o l'agente di borsa, la marketing manager o la modella. Molto molto di più! 


Cara maestra so che tu questo lo sai e so che Teo un giorno, chiunque tu sia, in qualunque scuola tu insegni, ti adorerà perché sarai la sua maestra, ti troverà la più bellissima, simpaticissima e bravissima maestra del mondo perché sarai la sua maestra.

Ma io, che sarò la sua mamma, sarò per lui a mia volta la più bellissima e simpaticissima e bravissima del mondo e dell'universo e se sbaglierai le doppie, gli accenti, se ti sfuggiranno i suoi errori e scriverai comunque "Bene" con la tua penna rossa pensando che io non me ne accorga, se non saprai spiegargli la procedura delle divisioni, io ti farò un sedere grande come la porta della mia cucina.



2 commenti:

  1. fortuna che non sarò mai la maestra di Teo. Che tra l'alto è un nome che adoro anche perchè il mio nipotino più birbante si chiama così!

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    1. Sono stata un po' estrema per ottenere l'effetto-chiusa! Baci a Teo!!!!

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