mercoledì 17 settembre 2014

Elogio della foto mossa

e sfuocata, e sovraesposta, e con l'inquadratura pessima.

Dopo il periodo saturo, il periodo del biancoenero con particolari colorati, il periodo desaturato-vintage, il periodo contrastato, il periodo nebbiolina, ecco il periodo delle foto sbagliate ma che mi dicono qualcosa di più di quelle giuste.
Chiunque potrebbe replicare che non esistono foto giuste o sbagliate ma spero di non leggere nulla del genere: ovvio che è così! Però in astratto alcune foto si possono definire perfette dal punto di vista tecnico e altre imperfette. A me ora più che mai piacciono le imperfezioni.
Tra tutte le imperfezioni la foto mossa vince... è un po' come un sonetto di Cavalcanti, i verbi coniugati al presente mi illudono di un'immediatezza che in realtà non esiste, ma che carica i versi di un'intensità fortissima, e quello che conta è il provarla leggendo. Così la foto mossa: guardandola Teo non si muove veramente, ma sembra e ciò è bellissimo!

Insieme alle foto vi lascio con Guido, nel caso foste a Gardaland quel giorno che la professoressa del liceo ve lo leggeva.

S'io prego questa donna che Pietate
non sia nemica del su' cor gentile,
tu di' ch'i' sono canoscente e vile
e disperato e pien di vanitate.
Onde ti vien sì nova crudeltate?
Già risomigli, a chi tti vede, umìle,
saggia e adorna e accorta e sottile
e fatta a modo di soavitate!
L'anima mia dolente e paurosa
piangene <l>i sospir' che nel cor trova,
sì che bagnati di pianti escon fore:
allor mi par che ne la ment'è piova
una figura di donna pensosa
che venga per veder morir lo core.

(Rime, XVII)











sabato 13 settembre 2014

La strada verso la semplicità#6 - COSE BELLE COSE PICCOLE


Quando ho aperto questo blog avevo preso da poco una fotocamera digitale dopo anni di analogica con una piccola inutile parentesi di camera oscura allestita a 15 anni nel bagno. 
Di questa parentesi poco produttiva mi è rimasto solo l'ingranditore che era di mio padre. La sua camera oscura era fantastica e in uno stile che è molto simile al mio stile arredativo di adesso: una sorta di working space con elementi in parte stabili e in parte in continua evoluzione che non prevede quasi nulla di "femminiloide": banditi i colori pastello, i ricami a punto croce (io sono una fan del punto erba), i fiocchi e molto altro del repertorio romanticozzo come i mobili con l'intarsio e i pomelli di ceramica dipinta della mia cucina. 
Nella camera oscura c'erano delle lunghe tavole di legno che occupavano metà del perimetro, lampadine rosse e sulla porta campeggiava un foglio con la scritta "bussare prima di entrare". Quella stanza rimarrà per sempre impressa nella mia memoria, come le foto che ne uscivano. Bianchi e neri poco contrastati, immagini con dettagli colorati a mano, ritratti bellissimi. 
I ritratti sono anche per me lo scatto per eccellenza, quello che mi riesce meglio fare. E amo anche gli oggetti piccoli, quelli che rappresentano la mia idea di straordinaria quotidianità.


lunedì 1 settembre 2014

Praga secondo Teo#1

Il primo settembre è sempre un po' magico. 
Essendo un'insegnante sono sempre elettrizzata perché ricomincia la scuola anche se ormai è il mio secondo settembre senza bimbi urlanti ed eccitati e genitori ansiosi. 
Questa prima estate con Teo è stata fantastica: abbiamo scelto di trascorrere qualche giorno a Praga, una città magnifica. La vacanza è stata perfetta: non so se è merito nostro poiché siamo partiti assettati da guerra temendo un meteo impietoso (e invece c'è stato sempre il sole), o forse di Teo il quale si è adattato a qualsiasi ritmo, proposta, situazione in cui si è ritrovato, oppure della città che si presenta molto agile da visitare, pulita, organizzata e piena di verde.

Visitare Praga con un bimbotto di 7 mesi (con il vantaggio non indifferente che ancora non cammina) è possibile e super soddisfacente.

Innanzi tutto sull'aereo si può imbarcare gratuitamente il passeggino (anche smontato in due parti come il nostro Stokke) e un altro oggetto come un marsupio o un lettino da campeggio, se non lo fornisce il vostro ospite o albergo.



Noi abbiamo prenotato un piccolo appartamento in un palazzo tipico a Malastrana, un quartiere delizioso adiacente al centro e questo ci ha permesso di muoverci sempre a piedi senza dover prendere mezzi di trasporto pubblico. Costeggiando la riva del fiume arrivavamo ovunque in pochi minuti e la sera potevamo rientrare in tempo per la pappa di Teo.




Proprio a due passi dal nostro appartamento c'è Kampa Island: una piccola isola sul fiume Moldava tutta verde dove turisti e praghesi si sbragano con plaid e cestini da pic nic. Abbiamo avuto anche la fortuna di imbatterci in un festival con bancarelle di manifatture e stand di cibo quindi, muniti di una tazza di caffè freddo e rosicando di aver lasciato in casa il plaid, ci siamo goduti qualche ora di verde e la splendida vista del fiume, nonché la splendida caciara della gente intorno a noi.



lunedì 21 luglio 2014

La tautologia apparente

E vero sono una mamma fortunata perché ho un bambino.
Sono anche un'appassionata di figure del significato e mi piace scoprirne sempre di nuove: questa è una "tautologia apparente", cioè in questo caso un periodo formato da due proposizioni di cui la seconda, invece di assolvere la funzione che dovrebbe assolvere (causale), sembra semplicemente ripetere il concetto della frase precedente e invece non lo fa affatto e assolve la funzione che dovrebbe assolvere dopo un piccolo sforzo di interpretazione.

Fondamentalmente sembra più un discorso filosofico che retorico o grammaticale.

Al liceo abbiamo riso per settimane quando una compagna di classe durante un'interrogazione disse che "il punto di vista è il punto di vista", eppure se si contestualizza in quasi tutti i casi una tautologia è una tautologia apparente anche in un caso così eclatante come una frase soggetto=nome del predicato.

Insomma vorrei dire che sono una mamma fortunata perché ho un bambino, e non è una cosa così scontata di questi tempi. Il concetto di mamma non è concepibile senza il concetto di bambino, è il bambino che rende mamma la mamma ed è la mamma che rende bambino il bambino. Potrei dire che sono una donna fortunata perché ho un bambino ma sarebbe impreciso, la categoria mamma è - direi inesorabilmente - uno dei sottoinsiemi della categoria donna. Il fatto è che la categoria mamma-fortunata non è un sottoinsieme della categoria mamma: è la categoria mamma tutta. Non c'è mamma che non sia mamma fortunata, è impossibile.



Ho avuto bisogno di scriverlo perché credo che il cuore non basti più quando aspetti, dopo il tuo, bambini che arriveranno nelle famiglie delle persone che ami, perché ora sai cosa proveranno.




giovedì 17 luglio 2014

L'espertona#5 - Teo va dal fruttarolo

I giocattoli per bambini ormai sono straevoluti, fantastici, sicuri e stimolanti, creati su misura per ogni età, giorno, minuto della crescita di un nano.
Forse i colori si possono imitare ma i profumi e le consistenze della natura sono però irriproducibili artificialmente. 
Per questo dopo aver constatato quanta curiosità suscitasse in Teo questo limone (lavato e non trattato), ho preso anche una bellissima melanzana viola e dei  peperoni: giallo, verde e rosso.
Un gioco come un altro ma più naturale e secondo me super stimolante per la vista, il tatto e l'olfatto e anche per le associazioni che può fare con altre cose dello stesso colore, e non serve contargliela (ha solo sei mesi!), basta mettere il frutto o l'ortaggio nel box da qualche parte dove lui può arrivare da solo, quando e come vuole.
Anche se ancora non ha i dentini e non può staccare pezzetti... non perdetelo di vista!







mercoledì 16 luglio 2014

L'espertona#4 - Culettolandia: cosa serve sul fasciatoio


Questo post è per mia sorella Kira
(la mia unica vera fan).


Da mesi desideravo fare un post su Culettolandia, uno dei luoghi naneschi che preferisco, ma ogni volta che provavo a fotografarlo il risultato era pessimo, anche peggio della foto che vedete qui sotto.
Il fatto è che il bagno è buio e l'angolo in cui ho creato Culettolandia è stretto e non c'è modo di fare foto decenti. Mi sono rassegnata e ho preso il pannello con le tasche, l'ho appeso in corridoio e l'ho fotografato meglio che potevo.

Da Espertona quale sono (per chi si fosse perso gli altri capitoli è ironico) credo che Culettolandia nei primi mesi di vita di un neonatissimo sia un posto fondamentale e molte volte sottovalutato.

Come dice Tracy - la mia guru, la routine quotidiana di un neonatissimo si struttura così: e.a.s.y.
eating
activity
sleeping
you

Culettolandia rientra nel campo activity, ovviamente.
Durante i primi giorni di vita e progredendo fino al terzo mese, dopo aver mangiato, il nano viene cambiato e dorme, poi si sveglia, mangia e dorme, si sveglia di nuovo, mangia e dorme e così via a ritmi di tre ore (o a richiesta). Quello che Teo-neonatissimo faceva sul fasciatoio era praticamente tutto quello che faceva da neonatissimo. Per questo ho voluto che fosse il suo primo ambiente stimolante. 

Secondo me il fasciatoio dovrebbe stare in bagno. Il bagno di solito è più piccolo di una camera da letto, più veloce da riscaldare e più adatto per fare il bagnetto. Nel mio bagno ci sono due lavandini non adiacenti: uno sta nell'antibagno. Antibagno!! Che cosa assurda! Avrebbe senso in una casa di 250 metri quadrati ma in un appartamento di 100 è veramente come sputare sullo spazio vitale! Così mio padre ha costruito un fasciatoio sul lavandino e l'antibagno è diventato Culettolandia. Sulla parete ho appeso un pannello multitasche per contenere le millecentordici cose che servono quando si cambia il pannolino, si veste, si lava, si cura un nanozzo. Ho scelto questo di Zara Home con stelline e pagliacci e su ogni tasca ho attaccato una fettuccia che indica il contenuto.
Lo so è una cosa da maniaca! Oppure è una cosa da maestra! 
Entrambi i sostantivi mi rappresentano, tuttavia il motivo per cui ho fatto una cosa così assurda è Coinquilino.
Per deformazione professionale e per il fatto che ho un accento nordico e vivo a Roma qualsiasi cosa dico mi fa sembrare una maestrina antipatica così non mi andava di sentire la mia voce che diceva a Coinquilino in quale tasca stanno le garzine, qual è la crema per il culetto e quale per il viso, dove sono le braghette di scorta se Teo si è sporcato.
Io sono sempre per l'autonomia e poi volevo che l'esperienza di cambiare il pannolino a Teo fosse tutta sua e senza fastidi. Volevo regalare loro quel momento insieme fin dal primo giorno dato che il nostro momento allattamento non è condivisibile!

Ecco cosa ho scelto di mettere (ovviamente anche la posizione è scelta in modo maniacale, in basso le cose di uso più frequente fino a salire per le cose che servono di rado):

1. Crema culetto.
Basterebbe solo questa per fare il fasciatoio, ma qui siamo in territorio maniacale, non dimentichiamo. In ogni modo io le ho provate tutte e ho scelto questa di Weleda che per efficacia, consistenza, composizione e profumo è perfetta per Teo. Però credo che i culetti siano tutti diversi quindi ogni bambino ha la propria crema culetto preferita!

2. Creme viso, forbicine, aspira caccole.
Partiamo dall'aspira caccole: non l'ho mai usato quindi non so se funziona. Le forbicine sono indispensabili: la pratica di mettere guantini o calzini sulle mani dei neonati per non farli graffiare mi inquieta una cifra! Creme viso: una solare e una Osmin che uso dopo il bagnetto e ha risolto alcune piccole irritazioni (ma ha una profumazione che non mi piace).

3. Acqua termale  e acqua fisiologica.
L'acqua termale è un suggerimento della mia amica di gravidanza Pa: la spruzzo su un dischetto di cotone per pulire il viso di Teo al mattino o dopo aver mangiato. L'acqua fisiologica è indispensabile per il raffreddore, io uso quella nella bottiglia con una siringa a casa e quella monodose quando sono in giro.

4. Cotton fioc e garzine.
Le garzine servono i primi giorni per pulire il cordone ombelicale, per disinfettare  usavo la tintura di calendula, perfetta anche come detergente intimo se si hanno i punti dopo il parto. Imbevute di collirio o acqua sono perfette anche per pulire gli occhietti.

5. Olio.
Il massaggio dopo il bagnetto è un momento bellissimo! L'olio di Weleda alla calendula è quello che preferisco (anche il bagno schiuma è fantastico).

6. Braghette, bodies, calzini di scorta.
E se una volta arrivati a Culettolandia Teo ha fatto una super cacca e si è sporcato? Io che sono malata di razionalizzazione preferisco sapere di poterlo cambiare al volo senza "richiuderlo" per andare a ravanare nell'armadio alla ricerca dei vestitini. Per questo ho sempre appesi a delle grucce un pigiamino di scorta e una tutina  per uscire.

I pannolini sono in un contenitore di legno fissato al fasciatoio che fa anche da barriera sul lato esterno e le salviettine sono infilate nel contenitore per essere sempre a disposizione.  Sopra la cover di spugna del materassino (stracomodo quello di Ikea gonfiabile) metto un asciugamano di cotone che cambio quasi ogni giorno, così da appoggiare il culetto di Teo sempre sul pulito. Infine sopra la sua testa ho posizionato un paralume di carta colorato con una lampadina con il potenziometro per poterlo cambiare di sera senza accecarlo e dal paralume scendono tre pupazzetti (che noi chiamiamo "i fattoni"!). 
Questo ambiente rende il momento del cambio un'attività piacevole e divertente.
Tranne quando d'inverno c'è da infilare le maniche... in questo caso non c'è paralume, pagliaccetto, pupazzetto che tenga, la scleratina è assicurata.

mercoledì 9 luglio 2014

L'espertona#3 - Le immagini

I primi libri di Teo sono un regalo di quella secchiona della zia Franci. 
Che tra l'altro è un'insegnante anche lei!
Al momento c'è parità tra il desiderio di sgagnarli e l'attrazione per le figure colorate, oltre all'incredibile stupore quando sente i versi degli animali del libro della fattoria.

Inutile dire che è super importante far socializzare i nani con i libri fin dai primi mesi. Se la parola "libro" sembra pedante e precoce, basta chiamarle semplicemente "immagini", se poi sono ben confezionate, stampate su cartoncino pesante e si possono sfogliare... tanto meglio!
Alla fine il libro altro non è che un modo molto comodo per guardare delle figure e leggere delle parole che ci fanno pensare a delle immagini e quindi si torna sempre all'esperienza visiva. 
E l'esperienza visiva, lo sanno anche i muri, va stimolata, arricchita, incrementata fin dalla nascita.


Questi libri sono bellissimi e particolarmente adatti già a 6-7 mesi per la grandezza delle immagini e per i colori e anche per le parole, poche e ripetute. La zia Franci sa quel che fa!

 - M. L. Giraldo “A me gli occhi!”, illustrazioni di N. Bertelle,  La Coccinella, Milano 2013
- “Che suono è? – La fattoria”, ed Tam Tam Éditions (Belgio)
- E. Carle “Il piccolissimo Bruco Maisazio”, Mondadori 2014 (1969’)
  - C. A Michelini “Le ruote corrono…”, illustrazioni di G. Mantegazza, La Coccinella, Milano 1998



domenica 29 giugno 2014

Diavolerie#1 - Il ghiacciolo di purea di frutta



L'Italia è un bellissimo paese. Abbiamo chilometri di spiagge, le isole, la pianura, le montagne vere. E una cifra di frutta e verdura reperibile a chilometro zero. 
Come dice la mia nuova guru dello svezzamento, Miralda (e sicuramente molti altri), vale la pena violare qualche regola "ferrea" del calendario dei primi cibi da introdurre ai lattanti per offrirgli frutta di stagione se i fatidici 5-6 mesi di vita combaciano, come per Teo, con l'arrivo dal fruttivendolo di albicocche, pesche, angurie, nespole e altra frutta super freschissima e non trattata.
Quindi oltre alle famose mela pera e banana Teo sta cominciando ad assaggiare anche l'albicocca, che adora (io un po' meno dato che imbratta tutine e bavaglini). L'albicocca è spaziale perché è funzionale quasi quanto la banana: basta aprirla e scavarla con il cucchiaino. Questa pratica secondo me è molto più interessante rispetto al ridurre la frutta a purea perché gli permette vedere con i suoi occhi quello che sta mangiando nella sua forma originaria.

L'Italia è dunque un bellissimo paese, peccato che a volte noi abitanti siamo un po' ottusi e ci perdiamo per pigrizia o diffidenza molte cose interessanti che in altre parti del mondo (in NordEuropa per esempio) sono pane quotidiano. 
Per questo ho deciso di aprire l'ennesima rubrica: "diavolerie". Le diavolerie sono quelle idee che mi piace sperimentare (sperimentare, e non è certo che tutte siano grandiose) e che di solito incontrano la diffidenza di chi preferisce non mettere in discussione il proprio sapere acquisito. Peccato però che spesso tale sapere sia stato acquisito un po' di decenni fa e in alcuni casi necessita di una rinfrescata o quantomeno del beneficio del dubbio: il dubbio sul fatto che Darwin avesse ragione, che l'essere umano si evolve (quante volte ho ripetuto questa cosa nel mio blog?) e che quindi chi è più giovane ha probabilmente un cervello più nuovo, più fresco, più avanti. 
E che quindi noi genitori su alcune cose sappiamo un po' più dei nonni perché siamo più aggiornati e perché il progresso è andato avanti (questa frase è pura tautologia, ma teniamola per forzare il concetto).


Perciò ecco la prima diavoleria: un modo alternativo di offrire la frutta a un nano già dall'inizio dello svezzamento, il ghiacciolo di purea di frutta.

Vi diranno che è una diavoleria. Che potrebbe prenderla male e poi rimanere traumatizzato per sempre e non volere mai mai mai più approcciarsi a un alimento gelato. Vi diranno che gli potrebbe fare male. Vi diranno che gli potrebbe anestetizzare le labbra e quindi soffrirebbe il freddo senza nemmeno accorgersene. 
Tutto vero! 
Se si schiaffa in bocca un ghiacciolo freddissimo a un bimbo di pochi mesi senza cautela, senza prima raccontargliela, senza stare attenti alla prima primissima reazione per fargli un sorriso rassicurante nel caso si stranisse potrebbe restarci male di brutto, soprattutto se è un bambino sensibile e se in generale non gradisce i cambiamenti. Ed è vero che il freddo potrebbe fargli male o semplicemente infastidirlo, per questo non dovrebbe ciucciarlo troppo a lungo e preferibilmente dovrebbe essere lui a tenerlo per poterlo allontanare quando sente troppo gelo alle labbra.
Con Teo faccio così: avvolgo il ghiacciolo di frutta in una lavetta (così non si gela le mani) e lascio che lo afferri e lo succhi con i suoi tempi, e ovviamente non lo perdo mai d'occhio!

L'ispirazione, lo ammetto, me l'ha data una foto di Luna su Instagram. La potenza delle immagini! Per me è da sempre una droga guardare e fare fotografie, e non mi interessa il supporto (analogico, iPhone, digitale), quello che conta è che siano foto belle e il mio concetto di bello è molto molto personale.


Luna è la bimba di Clara Ivy, Graphic Designer di Brighton che ha uno shop molto carino qui.
All'inizio ho provato avvolgendo la purea di mela nell'alluminio formando un rotolino e congelandolo. Poi mi sono dotata di lolly-maker (con i quali devo però monitorare Teo e guidarlo sul lato quando arriva allo stecchetto).

Teo lo adora anche perché è nella fase-dentini perciò il fresco sulle gengive gli da sollievo e un altro vantaggio è il fatto che non serve imboccarlo perché lo può mangiare senza aiuto (ma sempre sotto osservazione!).


Ci sono un sacco di lolly-maker in commercio, su Amazon si trovano quelli super professionali e anche quelli "firmati" dalla mitica Annabel Karmel sia in versione ghiacciolo sia in versione "mini"





venerdì 27 giugno 2014

Voglia in anticipo#1 - TEPEE

L'argomento dovrebbe essere lo svezzamento perché qui siamo partiti alla grande, ma parlerei in astratto perché sto ancora scegliendo la direzione giusta consultandomi con Claudia e con la Simo. 
Claudia è la mia splendida amicadiparto, quella che nel bel mezzo della notte mi ha vista arrivare nella sua stanza dopo aver partorito e alla domanda dell'infermiere "ti gira la testa?" mi ha sentita chiedere "intende di 180gradi?". Forse credevo di essere a un provino per il remake dell'Esorcista, e nonostante questo lei mi parla ancora. 
La Simo è la mia amica di Brescia ed è una delle donne più fantastiche che conosco. Lei non solo mi da i consigli giusti ma riesce a trasmettermi energia e buonumore solo con il suono della sua voce. Una telefonata con lei ha l'effetto di un barattolo integratori!
Oltre a Claudia amicadiparto e alla Simo ho in ballo anche la lettura di un blog e relativo libro che probabilmente diventerà la mia Bibbia. 
Ma ora sono ancora alla ricerca dell'alga Kombu, delle lenticchie decorticate, sto ragionando sull'apporto delle proteine della carne e sulle alternative e quindi preferisco guardare queste foto e non impallarmi sullo svezzamento di Teo (anche se è una delle cose più interessanti che io abbia mai fatto).

Ecco allora una gallery di tende. Proprio tende! Ma non quelle che si mettono sulle finestre, che tra l'altro non sono la mia passione (potessi scegliere i miei infissi le fionderei dato che davanti alla mia finestra c'è un parco!), intendo le tende per i bambini, quelle che posizionate in cameretta o in giardino o sul balcone diventano il loro rifugio, la loro casa, il posto dove pensare, ripararsi, giocare, nascondersi. So che è presto per Teo che ancora non cammina ma non posso non sognare già la sua tenda con tanti cuscini, una luce per sfogliare un libro colorato, una scatola per nascondere i suoi segreti e tutto quello che lui vorrà portare con sé nel suo ma proprio suo mondo.


lunedì 23 giugno 2014

Il senso del ricevere secondo Teo

Il primo regalo ricevuto con consapevolezza da Teo, una bellissima palla colorata che sbattendo suona scelta da nonno Rolly. E se mai un giorno vorrà rivedersi la scena io l'ho fotografato.











giovedì 19 giugno 2014

L'ESPERTONA#2 - I Pampers su Amazon.co.uk

Un nuovo capitolo della rubrica dell'Espertona, quella che una volta sgravato diventa la guru dei nani.  


Per scegliere quali pannolini usare mi sono consultata con le mie amiche già figliate e più o meno tutte mi hanno detto la stessa cosa. I Pampers e soprattutto i Pampers Progressi sono i pannolini migliori, all'inizio per la cacca liquida e poi per consentire agilità nei movimenti del nano. Ci sono anche altri pannolini che hanno caratteristiche simili e costano meno ma su quelli tutte concordano e acquistarli a prezzo pieno è una follia, per questo l'ideale sarebbe aspettare una promozione e riempire il carrello e poi lo sgabuzzino o fare uno strato di pacchi di Pampers sotto il letto o sopra l'armadio (quanto odio gli armadi che non arrivano al soffitto ma questa è un'altra storia). Per altro bisogna pure stare attenti nei primi mesi perché da un momento all'altro il nano decide di crescere e passare alla misura successiva quando ancora noi abbiamo scorte di quella più piccola anche nel frigorifero.

lunedì 16 giugno 2014

Uno alla volta! I giocattoli fino a sei mesi secondo Teo

Teo ha quasi sei mesi e già tanti giocattoli, per questo non glieli propongo mai tutti insieme (tranne che per fare queste foto). Sono sempre più sul togliere che sul mettere in quanto a stimoli e poi ognuno di questi oggetti gli è stato regalato da qualcuno con amore e mi piace vedere che si gode il suo momento con il ranchiocchio, con la fragola-bruco, con Robertino, con gli sgagnuz, con gli elefanti, con i conigli dudù, con i gattini di Ikea, con il libretto che crocchia.



Ho deciso di fotografare ogni suo gioco prima di archiviarlo, per appenderli vicino al suo lettino e lasciargli un ricordo di loro quando li passerà a qualche suo cuginetto.

giovedì 12 giugno 2014

Vanity Fair e Asia Argento, storia di una rosicata

Era tardi e Teo ha impiegato un po' ad addormentarsi, era in cannissima, io però determinata a farmi dieci minuti di cavoli miei così quando lui ha chiuso gli occhi mi sono seduta sul letto e  invece di leggere Tracy Hogg, la mia guru, la guida di Praga o l'ultimo libro di Philiph Roth, ho aperto a caso Vanity Fair e sono capitata sull'intervista di SimonaSiri ad Asia Argento per la promozione del film che la Argento ha presentato a Cannes, Incompresa.
La trascrizione dell'intervista è tutta impostata per arrivare al gradevole "va bene, ciao" finale della Argento dopo aver dimostrato l'ingenuità e l'innocenza della giornalista.
Io non ci ho letto né ingenuità né innocenza ma solo una lunga lunga coda di paglia.

giovedì 5 giugno 2014

L'ESPERTONA#1 - L'allattamento a orario

Ogni quasimadre inesperta, insicura e in ansia da prestazione diventa una guru dei nani in un secondo e mezzo dopo aver espulso la propria creatura. 
Anche io sono affetta da questa sindrome, soprattutto perché sono più di cinque mesi che mi va alla grande perché Teo è quel tipo di bambino che Tracy Hogg definirebbe "da manuale".
Ieri sera una mia amica mi ha detto con simpatia che le donne gravide sono egocentriche e pesantissime e manco se ne rendono conto, monotematiche e concentrate unicamente su se stesse, sia che parlino con altre donne gravide o amiche single o accoppiate, con o senza figli.
Ma è verissimo!! Io durante la gravidanza sono stata pessima, non facevo altro che reclamare il mio corpo ma soprattutto i miei addominali, non per la prova costume ma per alzarmi dal divano senza sembrare un cetaceo spiaggiato che cerca di spostarsi. Oltretutto ho avuto un'esperienza super negativa per colpa della ginecologa a cui mi ero affidata la quale per noncuranza e leggerezza mi ha fatto saltare alcuni esami importanti che avrebbero reso l'attesa più rassicurante. Per chi abita come me ai Castelli Romani e vorrebbe evitare di imbattersi in lei può scrivermi un'email e sarò più dettagliata fornendo nome cognome della maledetta. Per fortuna ho preso in mano la situazione in tempo e mi sono affidata a un medico che oltre alla competenza ha saputo offrirmi anche attenzione, rispetto e gentilezza. 
Insomma una volta nato Teo dopo un fantastico e divertente parto (non sono ironica) in cui l'ostetrica-iena che mi seguiva (bravissima e cattivissima come vuole il cliché dell'ostetrica) mi invitava a cantare con il diaframma e ballare la lambada durante la contrazione, sono anche io diventata un'espertona di ogni cosa nanesca. 

mercoledì 28 maggio 2014

Enna, DaWanda e nuove cose di Teo

Nell'ultimo periodo ho trascurato questo blog: dopo i mesi invernali trascorsi in casa con Teo neonatissimo al primo accenno di sole abbiamo cominciato a uscire e non tornare più a casa.
Ora che sono passati cinque mesi penso di poter dire che è Teo è un idolo. Dal giorno in cui è tornato a casa dal fatiscente San Camillo dorme tutta la notte e di giorno è spaziale, è un modello con un sacco di funzioni interessanti. 
Per me stessa ho scelto la modalità autoricarica, seguendo quasi alla lettera i consigli della mia guru Tracy Hogg: per i primi due mesi non mi lasciavo sfuggire nemmeno due minuti di potenziale riposo e poco a poco i miei ritmi, quelli di Teo e quelli di Coinquilino si sono amalgamati in modo naturale in un nuovo equilibrio come se lui fosse sempre stato qui, con il suo lettino e i suoi amici fattoni appesi sopra il fasciatoio.

Non potendo uscire per molto tempo, poiché è stato un inverno super piovoso, sono caduta nella sindrome dell'acquisto online. Le tutine su Zara Mini, i pannolini su Amazon UK, i miei vestiti negli shop vintage e poi la ricerca di cose uniche per Teo, soprattutto nelle piattaforme che ospitano i manufatti di persone creative di varie parti del mondo. Etsy, A Little Market e la mia ultima scoperta, la community di DaWanda: un mercato online di prodotti fatti a mano da circa 250.000 tra giovani designer e marchi indipendenti.





DaWanda è nata a Berlino nel 2006 e da un anno la piattaforma è stata aperta anche a Milano per offrire una vetrina ai creativi, a tutti coloro che supportano l'autoproduzione, agli amanti del fatto a mano e dell’innovazione in campo di moda, design e stile unico. 
Quando mi hanno chiesto di esplorare il sito, scegliere qualcosa e decidere di parlare ai lettori del mio blog di un designer mi sono persa per ore tra gli oggetti meravigliosi proposti. Per non fare troppa confusione ho aperto una "lista di preferiti" dove inserivo le cose che mi colpivano di volta in volta e ho imparato a curiosare nelle liste dei venditori più vicini al mio gusto per arrivare, attraverso le loro scelte, ai prodotti più interessanti anche per me.

Quindi ho fatto il mio ordine, scegliendo ovviamente qualcosa per l'angolo di Teo, qualcosa di unico, non banale, qualcosa che fosse in parte ancora da costruire, insomma qualcosa che fosse in linea con ciò che piace a me. 
Tra tutti i designer ho scelto enna, le sue illustrazioni mi piacciono tantissimo perché raffigurano animali in modo semi stilizzato e alcune sono strutturate. Il suo stile è modernissimo ma è uno stile "bambino", proprio come piace a me.
Ho scelto tre animali di cartoncino da montare e un metro-poster favoloso!

Per ora ecco le foto di ciò che enna mi ha mandato e alcune prese dal suo shop su DaWanda, al più presto posterò anche la sistemazione che gli avrò dato nell'angolo di Teo.









E infine... questa cassetta di I Am Recycled (magari personalizzata con la scritta "I giochi di Teo") sarà probabilmente il mio prossimo acquisto su DaWanda.
Non è spaziale?




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