lunedì 21 luglio 2014

La tautologia apparente

E vero sono una mamma fortunata perché ho un bambino.
Sono anche un'appassionata di figure del significato e mi piace scoprirne sempre di nuove: questa è una "tautologia apparente", cioè in questo caso un periodo formato da due proposizioni di cui la seconda, invece di assolvere la funzione che dovrebbe assolvere (causale), sembra semplicemente ripetere il concetto della frase precedente e invece non lo fa affatto e assolve la funzione che dovrebbe assolvere dopo un piccolo sforzo di interpretazione.

Fondamentalmente sembra più un discorso filosofico che retorico o grammaticale.

Al liceo abbiamo riso per settimane quando una compagna di classe durante un'interrogazione disse che "il punto di vista è il punto di vista", eppure se si contestualizza in quasi tutti i casi una tautologia è una tautologia apparente anche in un caso così eclatante come una frase soggetto=nome del predicato.

Insomma vorrei dire che sono una mamma fortunata perché ho un bambino, e non è una cosa così scontata di questi tempi. Il concetto di mamma non è concepibile senza il concetto di bambino, è il bambino che rende mamma la mamma ed è la mamma che rende bambino il bambino. Potrei dire che sono una donna fortunata perché ho un bambino ma sarebbe impreciso, la categoria mamma è - direi inesorabilmente - uno dei sottoinsiemi della categoria donna. Il fatto è che la categoria mamma-fortunata non è un sottoinsieme della categoria mamma: è la categoria mamma tutta. Non c'è mamma che non sia mamma fortunata, è impossibile.



Ho avuto bisogno di scriverlo perché credo che il cuore non basti più quando aspetti, dopo il tuo, bambini che arriveranno nelle famiglie delle persone che ami, perché ora sai cosa proveranno.




giovedì 17 luglio 2014

L'espertona#5 - Teo va dal fruttarolo

I giocattoli per bambini ormai sono straevoluti, fantastici, sicuri e stimolanti, creati su misura per ogni età, giorno, minuto della crescita di un nano.
Forse i colori si possono imitare ma i profumi e le consistenze della natura sono però irriproducibili artificialmente. 
Per questo dopo aver constatato quanta curiosità suscitasse in Teo questo limone (lavato e non trattato), ho preso anche una bellissima melanzana viola e dei  peperoni: giallo, verde e rosso.
Un gioco come un altro ma più naturale e secondo me super stimolante per la vista, il tatto e l'olfatto e anche per le associazioni che può fare con altre cose dello stesso colore, e non serve contargliela (ha solo sei mesi!), basta mettere il frutto o l'ortaggio nel box da qualche parte dove lui può arrivare da solo, quando e come vuole.
Anche se ancora non ha i dentini e non può staccare pezzetti... non perdetelo di vista!







mercoledì 16 luglio 2014

L'espertona#4 - Culettolandia: cosa serve sul fasciatoio


Questo post è per mia sorella Kira
(la mia unica vera fan).


Da mesi desideravo fare un post su Culettolandia, uno dei luoghi naneschi che preferisco, ma ogni volta che provavo a fotografarlo il risultato era pessimo, anche peggio della foto che vedete qui sotto.
Il fatto è che il bagno è buio e l'angolo in cui ho creato Culettolandia è stretto e non c'è modo di fare foto decenti. Mi sono rassegnata e ho preso il pannello con le tasche, l'ho appeso in corridoio e l'ho fotografato meglio che potevo.

Da Espertona quale sono (per chi si fosse perso gli altri capitoli è ironico) credo che Culettolandia nei primi mesi di vita di un neonatissimo sia un posto fondamentale e molte volte sottovalutato.

Come dice Tracy - la mia guru, la routine quotidiana di un neonatissimo si struttura così: e.a.s.y.
eating
activity
sleeping
you

Culettolandia rientra nel campo activity, ovviamente.
Durante i primi giorni di vita e progredendo fino al terzo mese, dopo aver mangiato, il nano viene cambiato e dorme, poi si sveglia, mangia e dorme, si sveglia di nuovo, mangia e dorme e così via a ritmi di tre ore (o a richiesta). Quello che Teo-neonatissimo faceva sul fasciatoio era praticamente tutto quello che faceva da neonatissimo. Per questo ho voluto che fosse il suo primo ambiente stimolante. 

Secondo me il fasciatoio dovrebbe stare in bagno. Il bagno di solito è più piccolo di una camera da letto, più veloce da riscaldare e più adatto per fare il bagnetto. Nel mio bagno ci sono due lavandini non adiacenti: uno sta nell'antibagno. Antibagno!! Che cosa assurda! Avrebbe senso in una casa di 250 metri quadrati ma in un appartamento di 100 è veramente come sputare sullo spazio vitale! Così mio padre ha costruito un fasciatoio sul lavandino e l'antibagno è diventato Culettolandia. Sulla parete ho appeso un pannello multitasche per contenere le millecentordici cose che servono quando si cambia il pannolino, si veste, si lava, si cura un nanozzo. Ho scelto questo di Zara Home con stelline e pagliacci e su ogni tasca ho attaccato una fettuccia che indica il contenuto.
Lo so è una cosa da maniaca! Oppure è una cosa da maestra! 
Entrambi i sostantivi mi rappresentano, tuttavia il motivo per cui ho fatto una cosa così assurda è Coinquilino.
Per deformazione professionale e per il fatto che ho un accento nordico e vivo a Roma qualsiasi cosa dico mi fa sembrare una maestrina antipatica così non mi andava di sentire la mia voce che diceva a Coinquilino in quale tasca stanno le garzine, qual è la crema per il culetto e quale per il viso, dove sono le braghette di scorta se Teo si è sporcato.
Io sono sempre per l'autonomia e poi volevo che l'esperienza di cambiare il pannolino a Teo fosse tutta sua e senza fastidi. Volevo regalare loro quel momento insieme fin dal primo giorno dato che il nostro momento allattamento non è condivisibile!

Ecco cosa ho scelto di mettere (ovviamente anche la posizione è scelta in modo maniacale, in basso le cose di uso più frequente fino a salire per le cose che servono di rado):

1. Crema culetto.
Basterebbe solo questa per fare il fasciatoio, ma qui siamo in territorio maniacale, non dimentichiamo. In ogni modo io le ho provate tutte e ho scelto questa di Weleda che per efficacia, consistenza, composizione e profumo è perfetta per Teo. Però credo che i culetti siano tutti diversi quindi ogni bambino ha la propria crema culetto preferita!

2. Creme viso, forbicine, aspira caccole.
Partiamo dall'aspira caccole: non l'ho mai usato quindi non so se funziona. Le forbicine sono indispensabili: la pratica di mettere guantini o calzini sulle mani dei neonati per non farli graffiare mi inquieta una cifra! Creme viso: una solare e una Osmin che uso dopo il bagnetto e ha risolto alcune piccole irritazioni (ma ha una profumazione che non mi piace).

3. Acqua termale  e acqua fisiologica.
L'acqua termale è un suggerimento della mia amica di gravidanza Pa: la spruzzo su un dischetto di cotone per pulire il viso di Teo al mattino o dopo aver mangiato. L'acqua fisiologica è indispensabile per il raffreddore, io uso quella nella bottiglia con una siringa a casa e quella monodose quando sono in giro.

4. Cotton fioc e garzine.
Le garzine servono i primi giorni per pulire il cordone ombelicale, per disinfettare  usavo la tintura di calendula, perfetta anche come detergente intimo se si hanno i punti dopo il parto. Imbevute di collirio o acqua sono perfette anche per pulire gli occhietti.

5. Olio.
Il massaggio dopo il bagnetto è un momento bellissimo! L'olio di Weleda alla calendula è quello che preferisco (anche il bagno schiuma è fantastico).

6. Braghette, bodies, calzini di scorta.
E se una volta arrivati a Culettolandia Teo ha fatto una super cacca e si è sporcato? Io che sono malata di razionalizzazione preferisco sapere di poterlo cambiare al volo senza "richiuderlo" per andare a ravanare nell'armadio alla ricerca dei vestitini. Per questo ho sempre appesi a delle grucce un pigiamino di scorta e una tutina  per uscire.

I pannolini sono in un contenitore di legno fissato al fasciatoio che fa anche da barriera sul lato esterno e le salviettine sono infilate nel contenitore per essere sempre a disposizione.  Sopra la cover di spugna del materassino (stracomodo quello di Ikea gonfiabile) metto un asciugamano di cotone che cambio quasi ogni giorno, così da appoggiare il culetto di Teo sempre sul pulito. Infine sopra la sua testa ho posizionato un paralume di carta colorato con una lampadina con il potenziometro per poterlo cambiare di sera senza accecarlo e dal paralume scendono tre pupazzetti (che noi chiamiamo "i fattoni"!). 
Questo ambiente rende il momento del cambio un'attività piacevole e divertente.
Tranne quando d'inverno c'è da infilare le maniche... in questo caso non c'è paralume, pagliaccetto, pupazzetto che tenga, la scleratina è assicurata.

mercoledì 9 luglio 2014

L'espertona#3 - Le immagini

I primi libri di Teo sono un regalo di quella secchiona della zia Franci. 
Che tra l'altro è un'insegnante anche lei!
Al momento c'è parità tra il desiderio di sgagnarli e l'attrazione per le figure colorate, oltre all'incredibile stupore quando sente i versi degli animali del libro della fattoria.

Inutile dire che è super importante far socializzare i nani con i libri fin dai primi mesi. Se la parola "libro" sembra pedante e precoce, basta chiamarle semplicemente "immagini", se poi sono ben confezionate, stampate su cartoncino pesante e si possono sfogliare... tanto meglio!
Alla fine il libro altro non è che un modo molto comodo per guardare delle figure e leggere delle parole che ci fanno pensare a delle immagini e quindi si torna sempre all'esperienza visiva. 
E l'esperienza visiva, lo sanno anche i muri, va stimolata, arricchita, incrementata fin dalla nascita.


Questi libri sono bellissimi e particolarmente adatti già a 6-7 mesi per la grandezza delle immagini e per i colori e anche per le parole, poche e ripetute. La zia Franci sa quel che fa!

 - M. L. Giraldo “A me gli occhi!”, illustrazioni di N. Bertelle,  La Coccinella, Milano 2013
- “Che suono è? – La fattoria”, ed Tam Tam Éditions (Belgio)
- E. Carle “Il piccolissimo Bruco Maisazio”, Mondadori 2014 (1969’)
  - C. A Michelini “Le ruote corrono…”, illustrazioni di G. Mantegazza, La Coccinella, Milano 1998



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