venerdì 18 maggio 2012
lunedì 14 maggio 2012
PEYTON COACHELLA 2012
Ecco le prime foto del Coachella di Peyton: un live a Villa Marchesani, il primo della serie "A Casa" organizzato dai Mitici fratelli Marche, vere colonne portanti della musica live di Peyton Place.
Avverto tutti i miei fedeli e coraggiosi lettori: sono tante foto e non sono tutte. Ho iniziato con alcune del pubblico perché senza il pubblico la musica non è.
Se qualcuno di Peyton volesse scomparire da questo post me lo segnali alla mia email e se invece qualcuno volesse ascoltare qualcosa di intrippante ecco il sito degli AreWeAlone, per esempio: fromhearttopluto.blogspot.com/
martedì 8 maggio 2012
giovedì 3 maggio 2012
IL MASSIMO DEL MINIMO
Ecco il risultato: le precedenti puntate qui e qui.
A questo punto io e Alessandra abbiamo discusso dello styling della fotografia:
una moderna Madame de Pompadour, bellissima, appena sveglia su un letto disfatto, fa colazione, sfoglia un libro proprio come la potente amante di Luigi XV in una delle sue più celebri rappresentazioni.
Ma non ha gli occhi appiccicati, i capelli spettinati, le occhiaie o i segni del cuscino sulla guancia: è perfettamente truccata e pettinata come se dovesse uscire per andare a cena nel ristorante più elegante di Peyton. Di Roma. Di Parigi. Facciamo di Parigi.
Quello che vogliamo dire è che è simpatico ironizzare sulla scrausità ma in realtà quello che conta è il massimo del minimo. Essere belle sempre, anche in casa, anche con una semplice T-shirt disegnata a mano e un paio di calzettoni. Magari non proprio proprio come la nostra Madame de Pompadour che abbiamo volutamente estremizzato.
Ed ecco l'immagine che abbiamo creato mettendo insieme le nostre idee, la nostra creatività, le nostre competenze cercando di esprimerci al massimo del minimo.
Speriamo vi piaccia!
Le ragazze di Peyton ringraziano Motivi per averci dato un'opportunità creativa così interessante.
Vanessa, Alessandra, Tania e Alessandra
Per tutte le informazioni su My Motivi My T-shirt cliccate qui: a stasera per l'anteprima.
mercoledì 2 maggio 2012
DOPO DI NOI, IL DILUVIO
è una frase di Madame de Pompadour, l'abbiamo scritta sulla T-shirt che ci ha mandato Motivi ed è il titolo del video del backstage del nostro momento creativo.
A domani per il risultato finale, nel frattempo godetevi lo scrausoteam quasi al completo e anche di più (io sono sempre dietro la Nikon).
Per tutte le informazioni su MyMotivi My T-shirt cliccate qui.
martedì 1 maggio 2012
MYMOTIVI CONTRO LA SINDROME DA DECOUPAGE
Due settimane fa WeAreSocial mi ha scritto a proposito di una capsule collection di Motivi che verrà presentata in anteprima il 3 Maggio, My Motivi My T-shirt.
Innanzi tutto l'espressione capsule collection pare vada molto di moda di questi tempi: si tratta di un insieme di pochi articoli versatili e facilmente abbinabili ideati da un unico designer.
In questo caso si tratterà di una collezione di T-shirt realizzata da Motivi con l’illustratrice e copywriter Veronica Pozzi.
Ora voi coraggiosi e fedeli lettori del mio blog vi starete chiedendo cosa c'entra la moda e cosa c'entrano le T-shirt con il mio blog, a meno che non si tratti di T-shirt monospalla ricavate da una T-shirt con il logo di una band ormai andata. Me lo sono chiesta anche io, sul serio, nonostante tra le cose interessanti della proposta ci fosse l'invito a partecipare al party di anteprima e io avessi appena ottenuto, con uno scambio vantaggiosissimo, le perfette scarpe per un party di anteprima. Ovviamente ho pensato che quelli di WeAreSocial abbiano voluto di offrirmi l'unica occasione delle mia vita per indossale. Ma, un po' come Cenerentola, non ci posso andare perché voglio stare con i miei topini: Mattia, Valentina, Lorenzo, Valerio E., Valerio P., Valerio M., Angelica, Francesca, Beatrice, Matteo, Alice D., Alice P., Alice M., Andrea P., Andrea R., Alessandro, Sofia, Lucrezia,...
In realtà il motivo per cui ho accettato è assolutamente ludico e in linea con quello che ritengo sia lo stile del mio blog.
Ho pensato a tutti i discorsi che facciamo a cena io e le mie amiche. Tra tutti i discorsi c'è quello sul desiderio di esprimere la nostra creatività, ritagliarci uno spazio ludico, coltivare il nostro lato infantile e leggero, sfuggire alla Sindrome da Decoupage (quella che porta a diventare casalinghe spettinate in tuta e felpa di pile dedite al collage di pezzi carta da regalo), coltivare passioni che avevamo messo da parte per via degli impegni quotidiani e lavorativi che giustamente, a trent'anni, cominciano a diventare vere e proprie responsabilità.
Tra la formulazione di questo pensiero e la formulazione del numero di Tania, Vanessa e Alessandra è passato giusto un minuto e poche ore dopo erano tutte qui a cena da me, con bruschette fatte al volo, insalata e una bottiglia di vino.
Abbiamo ceduto alla Sindrome di Barbie, anche se l'unica Barbie del gruppo è Tania: quella sindrome per cui, reggendo la bambola per le lunghe gambe si formula la frase con il verbo coniugato all'imperfetto:
Tania - E io ero una modella, anche se non l'ho mai fatto! -
Io - Io ero una fotografa, magari non brava come il mio papà ma una fotografa lo stesso. -
Alessandra - Io sono molto una truccatrice però se volete vi faccio tutta la coniugazione del verbo essere all'imperfetto lo stesso!-
Nel frattempo la proposta di Motivi era già arrivata a Peyton Place e si trattava di una deliziosa busta color ecrù contenente una T-Shirt avorio, tre spille "ispirative" e tre pennarelli, rosso, rosa porchetta e nero.
Abbiamo fatto un brain storming, ci siamo divise i compiti e tra poco vi mostreremo il risultato in perfetto stile "scrauso ma bello".
Per ora ecco una piccola anteprima di ciò che vedrete e ringraziamo MyMotivi e WeAreSocial per aver contribuito ad allontanare ancora per un po' la Sindrome da Decoupage dalle nostre giornate Peytoniane.
Grazie a tutte le mie stracreative amiche e un messaggio a tutte le altre mie stracreative amiche che non hanno partecipato: purtroppo sarete contattate dallo scrausoteam al più presto!
Con affetto scrauso ma bello,
Con affetto scrauso ma bello,
domenica 29 aprile 2012
DEXTER E LA LAVANDULA STOECHAS
Ormai la mia fama di killer di piante è nota ma non è una cosa in cui mi piace crogiorlarmi e nemmeno amo essere troppo autoironica su questo argomento. Diciamo che sto cercando di smettere o quantomeno di cambiare.
In mio soccorso c'è un gusto ben preciso in fatto di piante che mi permette di circoscrivere lo studio che vorrei cominciare. Lo studio delle tecniche di sopravvivenza più adatte per ogni pianta costretta da me a convivere con me.
Innanzi tutto io amo le piante in modo esagerato, da sempre. Quando ero piccola il nonno Rico mi dava un fusto per l'ammorbidente con un buco su un lato come innaffiatoio. Grazie a questo buco l'acqua non usciva forte forte dall'imboccatura e io non facevo un disastro con il getto forte forte dentro i vasi. Il nonno annaffiava tutte le piante del suo giardino tranne quelle che gli stavano antipatiche: a quelle ci pensava nonna Ninì che non discuteva questa strana debolezza ma semplicemente vi poneva rimedio, e rideva.
Una volta ho fatto anche una gara di gerani con il nonno ma ha vinto lui perché io, pensando di fare bene, li ho imbottiti di concimante e menate per le foglie al punto da decimare tutti i fiori e poi ammazzare l'intera pianta.
Tra le mie piante "domestiche" preferite ci sono appunto i gerani, principalmente per questo motivo: li associo alla mia infanzia e adolescenza bresciana e al nonno Rico.
Non amo le piante grasse tranne una, la Sanseveria, per quelle sue foglie lunghe, alte e verdissime e per la sua capacità di tenere testa al mio killeraggio.
Più di tutto però adoro le piante aromatiche, mi sembra che proprio per la loro utilità in cucina e in altri campi casalinghi abbiano ancora più senso di una bellissima coloratissima pianta di fiori qualsiasi.
La lavanda poi è una delle mie preferite. Mi piace sia fiorita sia non fiorita e mi piace il suo nome (ma tra i nomi di piante per me vince su tutti la Bouganvillea).
Mi sono fatta un giro in rete per capire come non ucciderla e ho capito che:
- deve stare in pieno sole ma non deve avere troppo caldo, e qui al primo punto già sono nel panico su dove vada posizionata,
- deve essere innaffiata quando il terreno è asciutto perché soffre la troppa umidità,
- non bisogna lasciarle acqua stagnante nel sottovaso perché proprio per la menata dell'umidità è allergica ai ristagni idrici,
- siccome la ragazza fiorisce dalla primavera all'estate, dopo l'estate va potata di tutti i fiorellami rimasti e se è particolarmente sgangherata anche in modo più drastico perché possa ripartire in canna e crescere bella e rigogliosa.
Indi per cui penso che, superato il dubbio su dove andare a schiaffarla, se tengo presente tutti questi punti che mi sono scritta dovrei riuscire ad averne cura in modo decente.
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