martedì 25 ottobre 2011

LA COSA DEL BOOMERANG PER SPIEGARE 'OBLATIVO'

Non escludo che le persone negative possano essere riabilitate. Escluderlo andrebbe troppo contro la mia natura e il mio modo di essere acquisito negli anni.
E poi le persone negative non sono negative e basta: sono negative in un determinato contesto, verso una determinata persona, per un determinato motivo. 
Se quel contesto, quel motivo o quella determinata persona sono io, devo assolutamente escludere dalla mia vita la persona negativa. Ho dovuto accettare il fatto che non sono così abile, diplomatica, disinteressata, buona e tollerante da riuscire a gestirne la presenza. 
La mia vita è migliore da quando ho escluso la negatività. Di certo è meravigliosa per moltissimi altri motivi, per merito mio e non solo, perché sono fortunata, perché ho fatto delle scelte prima che mi hanno premiata poi, perché negli ultimi anni non mi sono fatta prendere dai rimpianti o spaventare dalle lontananze, dagli imprevisti, dai cambiamenti. Perché ho sempre pensato che dovunque andassi avrei sempre avuto a che fare con me stessa e con me stessa ho sempre voluto fare i conti prima di tutto.
Fallire nei rapporti umani non è una mia prerogativa, vincere è sempre stato il mio forte da quando mi è diventato chiaro che le persone sono quello che conta, e non le cose o le cose da fare. 
Le persone che hanno fatto qualcosa per me avranno sempre il beneficio del dubbio, avranno sempre una nuova possibilità. Anche le persone che non hanno fatto nulla per me l'avranno.
E anche chi mi ha ferita per egoismo e insicurezza e crede che la felicità sia una cosa che riguarda solo se stessi per me può essere riabilitato, e suonerebbe malissimo se non pensassi che vale solo concepito come reciproco, in senso oblativo: come un boomerang che quando lo lanci ti torna indietro solo se l'hai lanciato bene. 
E non perché io mi senta buona simpatica tollerante ed evoluta, perché credo proprio che noi siamo il risultato di tanti noi stessi e dalla combinazione di quello che siamo stati e che abbiamo fatto possa uscire qualunque cosa, anche una persona migliore. No?

In ogni modo la mia insegnante di Lettere dell'ultimo anno del liceo odiava la parola 'persona' e ci vietava di usarla quindi se quello che ho scritto suona male è perché ogni volta che ho scritto questa parola ho provato una fitta di senso di colpa.

2 commenti:

  1. Che bellissimo post, Alessandra. Io da sempre, da quando ho memoria, ho sempre subito la negatività. Ho sempre cercato un modo per gestirla, allontanarla, ignorarla, senza riuscirci. Ancora adesso ne sono vittima. E da fuori, purtroppo, è entrata anche dentro di me. Ma è solo grazie alle "persone", ai loro sentimenti, ai gesti e alle parole di chi mi sta intorno, che rinnovo ogni volta i miei buoni propositi di ottimismo e serenità, e credo ancora che un giorno troverò il mio equilibrio. Ed è grazie al tuo post che il resto di oggi sarà una giornata migliore di quanto è già trascorso. :)
    Grazie.

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  2. Grazie a te per aver capito. Molte volte, credo, il proposito è così forte che vale l'atto, e l'atto poi verrà :-)

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