mercoledì 30 ottobre 2013

La strada verso la semplicità#5/PASSATO E PRESENTE

Sto per uscire da questo corpo e ancora non ho fatto il punto della situazione, mi mancano un mucchio di cose essenziali ma come prima cosa ho pensato a creare un ambiente che fosse allo stesso tempo stimolante e riposante per Teo.
Avendo scelto di non usare una camera almeno per i primi mesi e cercando una via di mezzo tra l'estrema autonomia professata da Tracy Hogg e il cosleeping caldeggiato da Jacopo Fo, abbiamo deciso di dividere la nostra grande stanza da letto in due ambienti utilizzando un mobile-separé.
Ora Expedit, il mobile separé che oramai da un anno campeggia in tutte le case di tutti noi che non ci possiamo permettere un falegname, altro non è che la copia del mobile che mio padre costruì negli anni Ottanta come contenitore per i giocattoli miei e di mia sorella. Questo mobile ancora esiste ma non l'ho potuto portare da Brescia a Roma perché è pesantissimo, mi sono limitata a portare alcuni cubi colorati che entrano perfettamente negli spazi di Expedit.



I colori dei cubi sono accesi e forse tra un po' mi stancherò e li dipingerò ma per ora ho deciso di non farlo: evocano troppi fantastici ricordi della mia infanzia, così come questo cavallino di legno (anch'esso opera di quel genio di creatività e modestia del Max) e la sedia di Zia Maria, il cui gusto arredativo è testimoniato dalla foto qui a lato, che comprende anche la poltrona con ZioVito incluso. Teo li adorerà.
Tutti questi oggetti collegano il passato al presente e mi rassicurano e vorrei che questa sensazione di continuità  arrivasse anche a Teo.









Per illuminare ho creato una nuvola con i paralumi di carta e l'ho fissata al soffitto, inserendo la lampadina soltanto in uno. Mi piacerebbe riempire di più: tra un po' farò un'altra scorta di Regolit (paralumi in carta di riso), dato che alla prima escursione per non fare l'esosa ne ho comprati soltanto quattro. Anche qui l'ispirazione è arrivata da un'immagine scovata su Pinterest.

Al momento nell'Expedit c'è un po' di tutto oltre ai cubi e ai cassetti: i miei pattini di quando facevo le medie e trascorrevo le domeniche pomeriggio al Palatenda di Brescia, i libri che non hanno trovato spazio negli scaffali in corridoio e all'ingresso, un orso di peluche d'antiquariato comprato anni fa a Piazza Loggia, lo stereo per le pennichelle musicali di Coinquilino.









Pinterest è stato di ispirazione anche per queste altalene: ecco dei rami di castagno direttamente dalla Casanelbosco bucati e appesi con delle corde. 
Anche portare qui un po' di Casanelbosco mi piace: in questo blog ci sono tante foto, per esempio qui, qui, qui e qui.

Di base io non amo i peluche ma nel tempo ne ho ricevuti in regalo e li ho conservati: a sinistra un regalo di Laura di dieci anni fa, per farmi compagnia quando mi sono trasferita a Roma e a destra Giacomo, addirittura da un luna park del 1997. Come dice Coinquilino, io sono tutta psicologia: la stessa cosa se non evocasse altro da sé finirebbe in un attimo nella spazzatura, pur di levarla dalle scatole.







6 commenti:

  1. Davvero un ottima soluzione! e che carino il cavallino

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  2. che emozione! Bravissima, ottima soluzione! E ho visto la lampada! Bellissima! Che bella l'idea del tricot!
    a presto
    vale

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  3. Ale mi ero persa il nuovo look del blog, bello mi piace. Che idee carine che hai sei bravissima!!
    Un abbraccio
    Adri

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  4. No ma l'altalena?!! Adorabile!!
    Come tutto il resto!
    :-)

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