venerdì 9 settembre 2011

UN TUFFO NEL PASSATO (MAGARI)

Lunedì sera ho partecipato a una festa di compleanno. Come fotografa: non credo mi avrebbero invitata altrimenti visto che erano tutti diciottenni e io sono una vecchiardona di trentanni con "le scarpe di zia Pia", come le definisce la mia cara amica Vanessa. 
Mi sono resa conto che a diciotto anni io ero contestualizzabile nella Casa Nella Prateria mentre loro, la festeggiata e gli amici della festeggiata, sembrano usciti da Sex And The City. E non penso che abbiano visto tutti Sex And The City, semplicemente sono così: stilosissimi.
La festeggiata mi ha autorizzata a pubblicare qualche foto, ecco quelle che mi piacciono di più, non tanto per la qualità quanto piuttosto perché le trovo positivamente contraddittorie. Questi ragazzi sono freschissimi, hanno proprio diciotto anni e mi sembra impossibile che io ne abbia dodici di più. Ma allo stesso tempo sono sempre in posa e adorano farsi fotografare ed entrambi i loro atteggiamenti, la spontaneità e la posa, sono stati pane per i miei denti. 
E poi Fabiana è bellissima e iperfotogenica, che fortuna: a diciotto anni io, a confronto, ero scrausissima.














mercoledì 7 settembre 2011

TUTTE LE FAMIGLIE FELICI SI ASSOMIGLIANO E SONO FELICI A MODO LORO

Per coincidenza (parola che usa tanto mia madre, insieme a "io me lo sentivo") in quest'ultimo periodo mi è capitato spesso di chiedermi qual è il mio concetto di famiglia.
Mia nonna, uno dei personaggi della mia famiglia e della famiglia del mio blog, a volte si arrabbia e mi dice che non è giusto che io viva a Roma, mia sorella a Vicenza e l'altra mia sorella nel suo mondo interiore riservato! Io le rispondo ogni volta che ci sono famiglie più sfortunate che sono disgregate dagli eventi o dall'incapacità di convivere, mentre noi, seppur lontani fisicamente, siamo strauniti, magari anche grazie a un po' di lontananza (ma qui citerei invece mio padre che sostiene che a volte "l'importante è il risultato").

Quando We are social (che è una "conversation agency", così mi è stato spiegato) mi ha scritto dicendomi che stanno lavorando a un'iniziativa sulla famiglia e hanno notato che nel mio blog spesso compare questo tema, mi sono stupita. Ho pensato subito a tutti quei blog, molto americani, dove si vedono una cifra di foto di feste di compleanno, gite e altri eventi pieni di mamme papà e bambini. Mentre io avevo in mente tutt'altro, volevo un contenitore per le mie fotografie che avesse un minimo di feedback per non perdere la voglia di continuare a farle. In particolare la fotografia a cui si riferivano è la foto di una mia amica, superbella e giovanissima con il suo terzo bimbo appena nato. 
In realtà non era la prima volta che qualcuno me lo faceva notare. Anche Dario una sera a cena mi disse la stessa cosa, che gli piaceva il fatto che ci fossero molte foto delle mie sorelle e di mio padre. Un po' meno di mia madre ma solo perché non ama essere fotografata e fa sempre un sacco di storie e io non insisto anche perché questo è un nonluogo pubblico, come dico sempre, con tutte le conseguenze che ne derivano.

Questo per dire che mi hanno chiesto di partecipare a un'iniziativa di Hotpoint in collaborazione con il fotografo americano Steve McCurry, autore di una delle copertine più famose del National Geografic (giugno 1985). 
Si tratta di un concorso fotografico che invita le famiglie europee a descriversi con un'istantanea e a postarle sul sito di Hotpoint dove gli utenti potranno votarle. Dopo questa scrematura telematica le cento fotografie più votate saranno ridotte a dieci da una giuria di cinque blogger fotografici (per l'Italia) e quindi sottoposte al giudizio di Steve McCurry che ne sceglierà una per ciascun paese. Il premio è un viaggio a New York e una visita al suo studio. E qui vorrei mettere un punto esclamativo.

L'idea mi è piaciuta e ho accettato di essere uno dei blogger della giuria italiana: adoro esprimere la mia opinione su quello che vedo, adoro guardare fotografie e per quanto non sia una professionista ho le idee molto chiare su quello che mi piace in questo campo. 

Sono contenta che mi abbiano contattata. Non so come si arrivi al mio blog senza lo zampino di qualche persona che mi vuole molto bene e apprezza il mio modo di fare fotografie e quindi voglio dire un grazie generico-nongenerico a tutti quelli che guardando qui hanno trovato cose belle e anche al Caso in cui credo a intervalli poco regolari.

E tra le cose belle e proprio inaspettate legate a questa esperienza mi è stata inviata la stampa di uno scatto di McCurry, un ritratto di non opinabile bellezza, e questo favoloso regalo, una Diana F+, una macchina fotografica lomografica che era nella mia lista dei desideri già da un po'.
Quando ho aperto il pacco, ovviamente, sono rimasta senza parole e, in senso metaforico, anche Mio Morbidus. Come si vede nella foto sembra già prevedere che non sfuggirà all'obiettivo della nuova Diana. 
E quanto è bello questo azzurro!




Immagino che chi frequenta questo blog non sia abituato a post come questo. Cerco sempre di "stare un po' indietro", soprattutto sulle informazioni e sui link: per questo c'è googlesearch. Però questa iniziativa è così "normale", come piace a me che sono una grande fan della normalità anche a costo di essere mediocre. Io dico sempre che sono per il massimo del minimo e ci credo davvero.
In più il tema famiglia è molto attuale e anche no. Il signor Lev scriveva che le famiglie felici si assomigliano e quelle infelici sono diverse tra loro. In realtà ravanando nel sito ho visto tante foto tutte diverse e in ognuna un modo diverso di esprimere felicità. 
E io ho trent'anni ed è inutile dire che non ho un'opinione precisa su quella che dev'essere la definizione di famiglia. 
Famiglia è la mia famiglia di Brescia, le mie ex coinquiline con cui ho vissuto a Roma per più di cinque anni e una di loro in particolare, Luca e la sua famiglia e Mio Morbidus e in fondo anche Peyton Place e tutti i suoi abitanti che mi hanno accolta, quando ho scelto di vivere qui, ognuno a modo proprio.

Perciò l'indirizzo per partecipare al concorso è questo: http://family.hotpoint.eu/ e chi vuole può inviare il proprio scatto o votare quelli già postati.

lunedì 5 settembre 2011

DIET-ETICA


Ho finito di razionalizzare casa. Annualmente queste due stanze lunghe e strette vanno resettate per non correre il rischio di rimanerne schiacciati o sopraffatti o soffocati. Ora è di nuovo quasi tutto bianco e razionalizzato.
E poi da mesi avevo in mente di metterci un ramo appendiabiti e ho dovuto ricavare uno spazio vuoto da una situazione molto piena. 
Quando faccio le pulizie finisce sempre che mi siedo e guardo la libreria. 
Questa volta mi hanno chiamata cinque libri supereterogenei per lingua, genere e argomento e mi è venuta voglia di ricordare qualcosa di loro.
Per fortuna su quasi tutti ho segnato l’anno in cui li ho letti che secondo me è fondamentale quasi quanto l’anno in cui sono stati pubblicati e quasi quanto l’anno in cui sono stati scritti.
Il primo è Diet-etica di Patrizia Bollo, del 2006 per Ponte Alle Grazie. L’ho comprato pochi mesi dopo che è uscito, di sicuro dopo aver visto la prefazione di Allan Bay, quello di Cuochi si diventa (Feltrinelli 2003), la cui lettura ha dato la botta finale alla mia quasi certezza del fatto che cuochi non si diventa. 



Ho comprato il libro della Bollo forse anche perché ricordavo di aver visto qualcosa di suo sulla rivista Diario che ho letto per alcuni anni prima che, purtroppo, chiudesse (non apro parentesi su quanto sia triste che il mondo delle riviste non esista più sennò divento noiosa come un manuale del liceo).
Insomma, la Bollo è una dietista, c’è scritto sul libro, ma secondo me è anche una scrittrice bravissima e molto convincente che già prima di arrivare a pagina 207 è riuscita a farmi un quadro delle non-diete possibili per dimagrire e di quella che dovrebbe essere l’etica della dieta alimentare. 

Io non sono una superlettrice ma ho letto tanto tanto e nel tempo mi sono accorta di non avere quasi nessuna delle caratteristiche che dichiarano di avere la maggior parte dei superlettori. Non annuso il libro appena comprato(anche perché la maggior parte dei libri che compro, se non sono appena appena usciti, sono usati e puzzano di scaffale), non leggo l’introduzione, non controllo subito l’indice, non lo tratto con rispetto fisico. Proprio per questo avvolgo la copertina con la carta trasparente, per avere la massima libertà di schiaffarlo dove mi capita senza fargli troppi danni. E in più lo apro e lo piego all’indietro, motivo per cui adoro i libri in brossura rilegati come gli Adelphi.

Diet-etica è un libro in brossura con le pagine incollate ma ha retto benissimo lo stress della mia lettura e rilettura. E ha un indice strepitoso, ogni capitolo e sottocapitolo ha un titolo semplice e diretto, senza doppisensi barocchi e fastidiosi come spesso capita in questi libri scritti da non scrittori che per essere accattivanti si cimentano con la scrittura creativa che Baricco mia ha aiutato a odiare.
Per esempio:
Capitolo 14 - Tanta acqua, per vivere
Acqua che entra, acqua che esce
Acqua da mangiare
Acqua da bere
Età a rischio
Non per sete, ma per sfizio...
... o per moda
Ho il dubbio che Diet-etica non sia più stato ristampato. Di fatto se un libro viene venduto in due sole copie all’anno (per ipotesi) nel marasma di un megastore è un libro morto e non va riordinato. Si può sperare di trovarne in giro qualche vecchia copia invenduta o usata, appartenuta a qualche persona generosa che non è così attaccata, come me, al libro in quanto oggetto e a cui basta, al contrario di me, leggerlo una volta soltanto.
Dentro a Diet-etica ho trovato, con grande soddisfazione da archeologa, un biglietto del cinema di un film abbastanza scadente ma molto piacevole in cui Uma Thurman ha dei golfini favolosi e che ho visto al Maestoso nel febbraio del 2006. Siccome il libro è uscito un mese dopo, devo aver trovato il biglietto in una borsa alla ricerca di un segnalibro improvvisato. E poi c’era anche un secondo segnalibro, quello della seconda lettura di due anni fa: il cartoncino della mia Longchamp che spiega come ripiegarla e come lavarla senza distruggere i manici in pelle. 
Che bello quando i libri hanno più dimensioni, contesti, età.

Aggiungo che non sono a dieta né mai lo sono stata però trovo davvero molto interessante l'argomento alimentazione: quando mangio non riesco a non chiedermi se sto ingerendo una merdata chimica e in quale parte del mio corpo andrà a schiaffarsi o se mi farà male oggi, domani o tra vent'anni.

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